Linee guida per l’intervento per l’emergenza abitativa delle popolazioni Sinti e Rom



Abstract
La ricerca é nata con l’obiettivo di redigere delle linee guida a supporto di chi, amministrazioni e operatori delle associazioni e delle onlus, interviene sui campi e sugli insediamenti rom. L’emergenza abitativa è un tema che riguarda una fascia di popolazione in continuo aumento: i giovani, gli immigrati, gli esclusi delle ‘nuove povertà’, che non hanno accesso alla casa. Il tema del rapporto tra integrazione e rispetto delle esigenze determinate dalle differenti culture, inoltre, non è un tema che riguarda solo la popolazione Romanés ma anche gli immigrati nordafricani, quelli dell’Africa Sub Sahariana, i giovani Italiani, gli Albanesi e i Rumeni, tutti portatori di culture, esigenze e modi di vita diversi fra loro ma anche di uguali necessità di fondo e di uguali aspirazioni. Poiché ritenevamo che integrare significasse ridurre le differenze, non annullarle, e che «il solo mezzo di rispettare le differenze è di estendere il diritto generale fino a esse»; poiché ritenevamo che significasse mediare tra le necessità derivanti dalla propria cultura e la cultura del paese che si è scelto, o si è dovuto scegliere, come proprio paese; poiché ritenevamo anche, infine, che la società multietnica non fosse un’opzione ma un dato di realtà, che senso poteva avere lavorare esclusivamente sulle abitazioni per i Rom? La questione di un’edilizia a basso costo e versatile (e gestibile) è una questione che occorre sia posta in modo diverso, legata alle politiche per la casa, a una visione urbana, a quale città e quindi quale tipo d’integrazione abitativa (e sociale) si persegua.
Da un punto di vista puramente insediativo le esperienze europee vanno dagli insediamenti specificamente in una città sempre più multietnica, alla costruzione di situazioni di mixité sociale, alla col-locazione (nel caso di identità culturali particolarmente strutturate) in insediamenti specifici differenziati ma connessi con la città.

 ULTERIORE APPROFONDIMENTO (TESTO ESTESO)

A questa ricerca hanno contribuito sociologi, urbanisti, architetti e tecnologi e nel lavoro sono stati coinvolti non solo giovani ricercatori, laureandi e dottorandi ma anche le associazioni che lavorano e hanno lavorato con le comunità rom e i Rom stessi. In origine l’obiettivo della ricerca era di «delineare possibili soluzioni per il superamento dei campi Rom attraverso la predisposizione di strutture idonee ad assicurare una condizione accettabile di vita e, contemporaneamente, a garantire il rispetto della diversità culturale». L’attività svolta ha prodotto un quadro aggiornato degli insediamenti riconosciuti, ha circoscritto i problemi di carattere urbanistico, ha analizzato la tipologia dei campi, le caratteristiche strutturali e le loro relazioni con il territorio. L’équipe dei sociologi ha analizzato la composizione e la provenienza della popolazione, i gruppi e le relazioni familiari, le condizioni occupazionali e la cultura. Il lavoro ha permesso di individuare degli insediamenti campione sui quali è stato approfondito lo studio. Parallelamente alle indagini si è raccolto materiale su esperienze realizzate e si sono fatte delle proposte, ma soprattutto si è sviluppato un vivace dibattito provocato dall’aprirsi di nuovi interrogativi, dall’accrescimento delle conoscenze della realtà Rom, dalla riflessione sulla città marginale e multietnica e sul senso dell’integrazione, in una situazione segnata dall’aggravarsi dell’emergenza abitativa. Dibattito che ci ha visto impegnati e che ha prodotto nel nostro gruppo un importante cambiamento degli obiettivi del lavoro rispetto a quanto assunto nel programma originario.
Abbiamo quindi deciso di orientare la ricerca sul tema dell’emergenza abitativa di coloro che non possono avere accesso agli alloggi sociali, per i quali occorre ripensare le politiche di realizzazione dell’edilizia pubblica. Su questo tema abbiamo avviato un confronto e una sperimentazione, anche con i laureandi, formulando alcune ipotesi che lavorassero sulla mixité per riprendere una linea di ricerca, sperimentata in passato, ma piuttosto trascurata negli ultimi decenni: l’autocostruzione.
Gli esiti delle ricerca sono stati pubblicati nel 2014 nel volume a cura di Laura Valeria Ferretti e Carmen Mariano La città dimenticata. Una proposta per l’emergenza abitativa per i tipi di Prospettive.

 

 PUBBLICAZIONI

- L.V. Ferretti, C. Mariano, La città dimenticata. Una proposta per l’emergenza abitativa. Prospettive edizioni, Reggello, 2014.
- L.V. Ferretti, L'emergenza casa e le nuove forme dell'abitare di fronte alla crisi. 2015.
- L.V. Ferretti, (2016). "Self help housing" in Giancotti A., Giofrè F., Ribichini L. (a cura di), in Reportig Frome, Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma. (9788896434437) pp. 62-69.
- R. Cipollini (a cura di), Romanés a Roma, FrancoAngeli, Milano, 2011.

 





Tipo di Ricerca
Ricerca Sapienza

Responsabile
Laura Valeria Ferretti

Anni
2008 - 2010

Struttura
Sapienza Università di Roma - Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma - Facoltà di Sociologia

Componenti del gruppo di Ricerca
STRUTTURATI:
Clementina Barucci, Anna Maria Giovenale, Achille Ippolito, Carmen Mariano, Roberta Cipollini (coordinamento della Facoltà di Sociologia), Silvia Lucciarini, Sergio Meuceri
DOTTORANDI DIAP:
Silvia Covarino, Stefania Della Cueva, Francesca Dota, Benedetta Di Donato, Ludovica Ioppolo, Lucia Martinez, Nicoletta Muzio, Flaviano Parise, Filippo De Dominicis, Antonella Giacomini, Valeria Bernabei

Settore
Architettura

Keywords
emergenza abitativa, autocostruzione, riqualificazione urbana