Riqualificazione e valorizzazione dell’area della c.d. Coenatio Rotunda a Vigna Barberini



Abstract
Le campagne di scavo condotte nel 2009, 2010 e nel 2014 sul Palatino, nell’angolo nord- orientale di Vigna Barberini dagli archeologi del Parco del Colosseo e della École Française hanno restituito molte informazioni sull’area nella sua fase imperiale. In particolare, gli scavi hanno fatto emergere una incredibile struttura in opera laterizia a pianta circolare, imperniata su di un nucleo cilindrico contenente una scala a chiocciola perfettamente conservata che è risultata essere di età neroniana. Un sistema di archi radiali collega questo sistema centrale ad un cerchio più grande esterno, a sua volta circondato da un terzo cerchio più ampio. Su questo edificio si sono giustapposte delle possenti strutture murarie di epoca Flavia che ne hanno fortemente compromesso la percezione.

 ULTERIORE APPROFONDIMENTO (TESTO ESTESO)

In questi ultimi anni diversi sono stati gli studi interpretativi che hanno cercato di dare un nome e una funzione a questa singolare struttura. Alcuni la spiegano come la famosa Coenatio Rotunda di Nerone cantata da Svetonio, una sala rotante mossa da un meccanismo idraulico; altri confutano questa attribuzione con altre plausibili destinazioni d’uso.
Si tratta comunque di una struttura dal grandissimo fascino, posta in un’area di particolare interesse paesaggistico, affacciata come è sulla valle del Colosseo e sul tempio di Venere e Roma; un sito importante da restituire al pubblico e valorizzare nella sua giusta dimensione percettiva.
Il progetto ha fatto tesoro di questi dati di contesto e si è assunto il compito di risolvere il tema della protezione e dell’accessibilità dello scavo attraverso la realizzazione di una copertura e di un sistema di passerelle che rendono possibile la visita e che, con la loro geometria, rimarcano le giaciture delle due principali presenze archeologiche di epoca neroniana (circolari) e di epoca Flavia (ortogonali), rendendo leggibile la stratificazione. Tutto il progetto è sostanzialmente impostato su tre quote: quella attuale della cosiddetta Vigna Barberini, quella del sistema di passerelle che consentono la visita in sicurezza dell’area a circa -1,6 m dal piano campagna che marcano l’epoca Flavia e, infine, quella della copertura a circa +2,0 m, che riprende le morfologie neroniane.
Particolare attenzione ha richiesto l’individuazione della corretta quota di imposta della copertura che vuole apparire come un segno discreto per non alterare gli equilibri paesaggistici dell’intorno.
La copertura è al tempo stesso dispositivo architettonico d’interpretazione dello spazio archeologico neroniano e struttura di servizio. Essa è formata da una teoria di pilastri circolari in acciaio specchiante, organizzati secondo un disegno a radiali che poggia sull’organismo neroniano (fatte salve alcune eccezioni frutto dell’attento sondaggio sulle murature sottostanti). I pilastri sostengono un sistema di travi in metallo che sorregge un disco di acciaio Cor-Ten. Al centro delle 16 sezioni radiali è collocato un grande oculo trasparente vetrato che apporta luce naturale per illuminare la parte più interna della
struttura. L’intradosso della copertura è rivestito da pannelli di materiale specchiante sui quali è ridisegnata la geometria del sistema circolare neroniano in modo da generare interessanti rimandi con i resti sottostanti.
Per visitare la struttura archeologica e iniziare il percorso di visita è stata collocata una lunga passerella (mt.20) con pendenza all’8%, posta parallelamente alle sostruzioni del lato sud-est di Vigna Barberini. Le passerelle accessibili ai visitatori ripercorrono le giaciture dei grandi muri di epoca Flavia che hanno profondamente alterato le strutture neroniane. Da qui è però possibile osservare bene l’affascinante impianto circolare e percepire la profondità di questa “torre”, che oggi è interrata e attraversa l’intero colle Palatino. Il piano a terra della torre può essere raggiunto da un pubblico selezionato attraverso una nuova scala. Il percorso si conclude sul lato sud-ovest dell’area in un ambito a gradoni, una sorta di piccolo teatrino da cui si può osservare l’intero scavo, perimetrato da pareti rivestite in acciaio Cor-ten, che presentano due interruzioni: in questo approdo e sul lato opposto sul fronte che si affaccia sulla via Sacra.
Per mitigare il rapporto visivo con il suolo archeologico, il disegno delle passerelle viene definito a partire dall’adozione di un sistema strutturale metallico che, oltre a garantire reversibilità all’intervento, consente di ridurre il numero degli appoggi a terra. Il piano di calpestio, costituito da grigliato Keller, consente un certo grado di permeabilità visiva e non ostacola del tutto la percezione del suolo archeologico sottostante.
Anche il disegno minimale delle ringhiere è ispirato dalla necessità di favorire la massima “trasparenza” possibile dei nuovi elementi. Una teoria di cavalletti metallici, di profilati piatti, costituiscono la parte principale della ringhiera che, solo nella parte inferiore (fino a 50 cm dal piano di calpestio) viene “tamponata” con un elemento di protezione in elementi metallici piatti e tondi.
Un’idea di radicamento al suolo archeologico è, invece, sottesa alla scelta di impiegare, per il parterre delle nuove aree scavate, barre tonde in Cor-Ten, intelaiate in grandi pannelli inerbati.
Le pavimentazioni della prima parte della rampa, che introduce al percorso di visita e quelle del piccolo teatro che conclude la visita, sono così disegnate dalle barre e fortemente integrate al suolo.
Tutto lo scavo sarà illuminato con sistemi d’illuminazione a Led posti al di sotto delle passerelle che fungeranno da sistema cablante.

Risultati della ricerca:
La ricerca aveva come obiettivo di contribuire alla definizione di uno studio per l’elaborazione di un progetto definitivo per una copertura e un sistema di percorsi per la fruizione della c.d. Coenatio Rotunda

 





Tipo di Ricerca
Convenzioni e conto terzi

Responsabile
Alessandra Capuano

Anni
2019 - 2023

Struttura
Sapienza Università di Roma - DIAP; Parco Archeologico del Colosseo, Ministero per i Beni e le attività culturali

Componenti del gruppo di Ricerca
STRUTTURATI:
Anna Giovannelli, Andrea Grimaldi
ASSEGNISTI O BORSISTI:
Valerio Ottavino (borsista)
MEMBRI ESTERNI:
Paola Quaranta (Responsabile del Procedimento Parco Archeologico del Colosseo)

Settore
Architettura, Paesaggio

Keywords
Archeologia, Paesaggio